La mia passione per Ma che davvero? è innegabile. Chiara Cecilia Santamaria, mamma di Viola, in arte Porpi, e super blogger. Lei per me è LA blogger, tipo Prince era THE Artist. Insomma è la Prince de noantri.

Una biondona da paura, che posta milioni di foto di cibi che danno dei picchi glicemici solo a vederli, ma lei è sempre figa lo stesso. Una che sa scrivere, che emoziona quando scrive, che diverte quando scrive. Con una bambina bellissima, con un musino tenero e, da quello che si dice, un vero fare da dura.

Insomma, Chiara è mille cose insieme e anche di più. Il suo blog è il mio preferito da sempre, perchè sa farti entrare nella sua vita e lasciarti sempre qualcosa.

Immagino sappiate già  qualcosa di lei: Ma che davvero?, il nome del suo blog, deriva dall’esclamazione che 5 anni fa ha fatto quando ha visto il test di gravidanza che annunciava l’arrivo della Polpetta. “Dal Pampero ai Pampers”, come il sottotitolo del suo primo libro, Quello che le mamme non dicono, edito Rizzoli.

Aspettavo da tempo l’occasione e lo spazio per farle un’intervista e finalmente ce l’ho fatta.

Blogger, grafica, art director, influencer sul tema mamme … quante cose sei contemporaneamente? Come preferisci definirti?
Preferisco non definirmi! Mi piace fare molte cose diverse, e in realtà  non so se questo è un bene perché, in questo modo, invece di focalizzarmi su una cosa sola, divido le mie energie su diversi progetti. Anzi, forse mi è impossibile concentrarmi su una cosa sola per volta: effetti collaterali del multitasking. Posso dirti che quando ho una passione faccio di tutto per inseguirla e, se diventa un lavoro, tanto meglio!

Essere blogger può essere considerato un lavoro?
Sicuramente da qualcuno sì, per me invece è ancora una passione che a volte diventa remunerativa, e che ha dato il via a tante collaborazioni interessanti. È stata la mia vetrina e mi ha letteralmente aperto le porte di una nuova esperienza lavorativa come freelance. Quando ho perso il lavoro al quinto mese di gravidanza e ho aperto il blog per gioco, non avevo idea che si sarebbe trasformato in quello che è ora, e mi avrebbe portato così tante soddisfazioni.

Paper Project è un portale che raccoglie tanti blogger: quale credi sia il vantaggio di avere un’informazione fatta da blogger e non da una testata nazionale?
I blogger hanno un approccio diverso rispetto ai giornalisti: di pancia, emozionale, legato al proprio vissuto e al proprio stile di scrittura. Più che informazione tradizionale, è un’informazione raccontata. Uno storytelling spesso capace di lasciare un’impronta nel lettore, e farlo riflettere.

Qual è il consiglio che daresti a chi ha voglia di aprire un blog personale?
Fatelo se per voi scrivere e comunicare è una necessità e un piacere. Scrivete in italiano corretto, possibilmente su fondo bianco, e dimenticate le gif animate.

Blogger e social vanno di pari passo?
Assolutamente. Credo che i social network colmino quella distanza temporale tra post e post, permettendo un flusso di comunicazione tra il blogger e i lettori continuo, spontaneo e fresco.

Ti sei trasferita a Londra. Qual è la percezione che hai del mondo dei blogger italiani e quella, invece, degli inglesi? I blogger sono considerati autorevoli?
Da un lato sono assolutamente considerati più autorevoli. Dall’altro non c’è quel pudore rispetto al marketing che troviamo in Italia. Tra blogger e aziende il rapporto è piuttosto diretto e senza falsi moralismi, nel bene e nel male.

Cosa diresti alle mamme che dopo la gravidanza hanno deciso di lasciare dei lavori che magari le portavano tutto il giorno lontano dai loro bambini?
La stessa cosa che direi a una mamma che ha deciso di continuare a lavorare: che nessuno ha il diritto di giudicare le scelte di una persona. Che l’importante è trovare un equilibrio dentro se stesse per essere donne felici, che poi è l’unico modo per essere anche mamme felici e comunicare ai bambini sentimenti positivi.

Il tuo lavoro ti permette di fare esperienze meravigliose, come il Wild Purity Project di National Geographic. Cosa porti a casa dalle giornate passate in mezzo alla natura?
La voglia di tornare a viaggiare! Fosse per me, starei sempre con la valigia in mano. E’ una passione che condividiamo in famiglia: spesso io e Lui per Natale e compleanni ci regaliamo biglietti aerei. Adoro raccontare di viaggi, anche sul blog. Spero di poter fare sempre più reportage, non solo legati a mete lontane ma anche alla nostra bellissima Italia. Impossibile non apprezzare le sue bellezze naturali e storiche, il clima e il cibo quando si vive all’estero (poi ci sono altri difetti che saltano all’occhio… ma dovremmo aprire un capitolo a parte).

Hai scritto un libro edito Rizzoli, hai in programma di scrivere altro?
Mi piacerebbe.

Una cosa positiva e una negativa del tuo lavoro.
Positiva: ho il massimo della flessibilità.
Negativa: potrei lavorare da sola per sempre, invece mi manca “fare squadra”.

Sei soddisfatta della tua vita in questo momento?
La mia razionalità dice sì, la mia indole dice no.

Come ti vedi tra 10 anni?
Non penso mai così a lungo termine.