“Ti è mai capitato che ti piacessero un po’ tutti?

“Ma certo…”

“Dall’autista del tram al panettiere, passando per quello che hai sempre considerato brutto e ora ti sembra bello, non disdegnando quello che hai sempre considerato un cafone e ora ti sembra affascinante… Un po’ tutti, eh”.

“Ma certo, Irene. Si chiama ormonella. E’ normale, soprattutto in primavera”.

 

Ho avuto questa conversazione con un’amica, anni fa.

Ne sono uscita soddisfatta.

Un po’ perché ho trovato geniale l’espressione ormonella.

Una roba a metà tra un virus e un’estasi.

Un po’ perché la mia amica mi diceva che ero normale.

E che il fatto che mi sarei potuta/voluta accoppiare indistintamente col mio medico e col mio meccanico, non faceva di me una strana.

Che dai, siamo tutti d’accordo sul fatto che il termine “normale” faccia cagare, ma quando c’è di mezzo il nostro status psico-sentimental-sessuale non siamo forse tutti felici di essere considerati normodotati?!?

Insomma, ero illuminata e confortata.

Afflitta da ormonella, ma illuminata e confortata.

Negli anni quest’espressione l’ho sentita usare parecchio.

Evidentemente abbiamo tutti un’amica che ci ha illuminato/confortato.

Tanto che, ormai, quando parliamo di ormonella sappiamo tutti di cosa stiamo parlando.

Io la definirei così:

Stato psico/sentimental/sessuale in cui gli ormoni si dimenano che manco una casalinga a lezione di Zumba. In cui tali ormoni non capiscono niente. In cui tali ormoni urlano “Copulazione, Copulazione”! col megafono proprio.

Ora, le definizioni dicono tutto e non dicono niente.

Perché ci sarà sempre chi conserverà un barlume di buon senso pur avendo contratto tale virus.

Come ci sarà sempre chi entrerà senza remore nel partito dei “ndo cojo, cojo’” stordito dall’estasi.

Quindi, nella definizione contemplate sfumature (pure più di cinquanta, crepi l’avarizia).

Anche perché non è su questo che vorrei soffermarmi.

Perché io ci ho pensato, assai.

E di stagioni di ormonella ne ho vissute parecchie, anche non in primavera (tranquilli, la mia amica dice che è comunque normale).

E ora, che è primavera un’altra volta, quest’espressione mi sta un po’ stretta.

E, sondando il terreno con le pochissime amiche single superstiti, ho scoperto che quest’espressione sta un po’ stretta anche a loro.

Perché abbiamo quasi trent’anni, perché un po’ di cagate le abbiamo già fatte, perché un po’ di uomini li abbiamo già incontrati, perché niente, gli ormoni continuano a urlare “Copulazione”, ma con (più) criterio, ecco.

Eppure ‘sti perché mica ci salvano del tutto.

La primavera è maledetta.

Gli ormoni non hanno il tasto off.

Gli uccellini cinguettano.

Il tepore risveglia lo spirito.

E sbam.

L’ormonella lascia il posto all’amorella.

Lo so, non mi sono sforzata granché per inventarmi una definizione.

Mi è venuta un po’ così, per rendere giustizia a quel virus misto a estasi che al grido “Copulare Copulare” aggiunge un grido più straziante: “Amoreggiare, Amoreggiare”!

Ecco, l’amorella è più bastarda, gente.

Gli ormoni fanno comunella col gene dell’accasamento.

E tale comunella diventa più complessa da gestire.

E, manco a dirlo, pure da soddisfare.

Capita anche a voi?

Ditemi, vi prego, che capita anche a voi.

 

Tu chiamala, se vuoi, amorella.

Quando ti innamori sette volte in cinque fermate di metropolitana.

Quando incontri uno molto bello e ti viene molta voglia di prenderlo per mano.

Quando conosci uno con un bel nome e pensi che quel nome si abbini perfettamente con il tuo.

Quando vedi uno carino e pensi quanto starebbe bene con i pantaloni del pigiama.

Quando conosci uno simpatico e pensi quanto starebbe bene sul divano di casa tua.

Quando sei malata e pensi che sarebbe bello che qualcuno ti preparasse il brodino.

Quando ricevi una bella notizia e pensi che sarebbe divertente avere un uomo che festeggi con te.

Quando incontri uno con dei begli occhi e pensi che anche i tuoi figli potrebbero avere quegli occhi.

Quando conosci uno con delle belle spalle e pensi quanto staresti comoda in un abbraccio.

Quando vedi uno con delle belle mani e pensi quanto sarebbe facile aggrapparsi.

Quando sbatti contro uno carino per strada e pensi che ti offrirà da bere per scusarsi.

Quando, durante un temporale, ti fermi sotto una tettoia e pensi che l’uomo che verrà a ripararsi con te, diventerà tuo marito.

Quando sei ferma al semaforo e pensi che quello carino nella macchina a fianco scenderà per chiederti il numero.

Quando inciampi in uno carino con la barba e pensi quanto sarà bello il rumore di quella barba sul cuscino, la mattina.

Quando guardi una serie Tv solo perché i protagonisti si stanno innamorando.

Quando un uomo apre una bottiglia di vino e pensi quanto sarebbe bravo come ospite quando inviterete gente a cena a casa vostra.

Quando sei invitata a troppi matrimoni e pensi che sarebbe molto bello portarci l’uomo con dei begli occhi, delle belle spalle, delle belle mani, la bella barba e il nome che sta bene col tuo.

E che, a metà giornata, si arrotolerà le maniche della camicia.

Perché, non so la vostra amorella come si comporti, ma la mia agli uomini con la camicia a maniche lunghe arrotolate non resiste in nessun modo.