Siamo in piena frenesia da Carnevale. In molti stanno pensando a quale sia il travestimento migliore per quella o quell’altra festa.

Così mi è venuto in mente un caro amico, che questo pensiero non ce l’ha solo una volta all’anno, ma bensì quasi tutti i giorni… sicuramente tutti i weekend.

Michele è una Drag Queen e ho deciso di fargli qualche domanda per capire un po’ meglio questo carnevalesco mondo!

  • Come ti dobbiamo chiamare, Michele o Nikita?

Per me non fa differenza, io devo molto a Nikita. Ma senza Michele lei non esisterebbe.

  • Ci spieghi la differenza fra travestito e Drag Queen?

Sia il Travestito che la Drag Queen sono di solito omosessuali. Il travestitismo è un’esigenza personale, un modo per scappare da un’immagine che non ci rispecchia, in altri casi può essere un gioco. Fare la Drag Queen è una scelta artistica e a volte professionale. Per me è la valvola con cui sfogo la mia creatività, mi dà la possibilità di avere un contatto con un pubblico variopinto. Allo stesso tempo cerco sempre di usare i miei spettacoli per “educare” e sfatare alcuni pregiudizi verso questo mondo.

Essere una Drag Queen è una scelta condizionata soprattutto dalle tue doti personali. Io in quel momento mi sento un artista che facendo divertire la gente e cerca anche di lanciare un messaggio.

  • Nel tuo quotidiano, chi sei?

Nella vita quotidiana Nikita è Michele. Michele è un direttore di un’azienda che organizza party e commercia accessori correlati. Amo la creatività e sono fortunato a lavorare in un’azienda che mi dà modo di esprimermi. Il mio lavoro mi dà tanto, mi fa conoscere tanta gente. Sono anche Visual e curo l’immagine di alcuni negozi.

  • In quale vesti ti senti più a tuo agio?

Sto bene con me stesso. Michele è un ragazzo che non si ferma mai, educato, timido e sentimentalmente poco fortunato. Nikita invece è forte ed estroversa, molto fortunata in amore! (Michele sorride, anzi ride proprio). Ma è grazie a Michele che Nikita esiste e grazie a Nikita che Michele è sereno. Mi diverto, non mi manca nulla; forse l’amore, ma arriverà quando sarà il momento giusto.

  • Hai mai pensato di portare fuori il tuo personaggio dai locali?

Oltre ai locali in cui mi esibisco, ho avuto la fortuna e la gioia di lavorare in teatro, nelle piazze e in feste private. Si riceve molto dalla gente comune e semplice, vede i tuoi colori e porta a casa l’entusiasmo del nostro show… del nostro mondo, che in qualche modo colpisce sempre sia gli uomini che le donne intelligenti!

  • Quali sono i pregiudizi che trovi più spesso?

Credo che verso il nostro mondo ci sia ancora troppa ignoranza. E’ l’ignoranza che crea e dà adito ai pregiudizi. Visto che ne sto parlando, colgo l’occasione per ringraziare l’associazione Arci Gay Omphalos, di cui sono socio e parte del direttivo, che da sempre si occupa di combattere contro i pregiudizi e le discrimanazioni di noi gay e non solo.

 

Facciamo ancora quattro chiacchiere e poi Michele deve scappare. Come una vera diva “ci” ringrazia e si augura che anche questo piccolo articolo possa servire a far conoscere meglio questo mondo e ci sottolinea l’importanza del rispetto verso gli altri, chiunque essi siano e in qualunque modo decidano di interpretare la loro vita.