Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare…caramelle rigate in fiamme al largo dei bastioni di Caramellopoli.

E ho visto i raggi della bomba colore balenare nel buio vicino alle porte delle montagne di cioccolato.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come pesciolini di gelatina nella pioggia.

È tempo di morire al livello 71…

Rutger non mi perdonerà mai, lo so, nemmeno io mi perdono.

Questa estate mi rimarrà impressa per molte buone ragioni ma anche per altrettanti fallimenti personali, uno su tutti, aver ceduto a Candy Crush, fortunatamente già scaricato da oltre dieci milioni di persone oltre a me.

Io che ho sempre guardato e rifiutato con ribrezzo i continui inviti a giocare su Facebook, io che “certi giochetti perdi tempo, devo lavorare io” non li ho nemmeno mai scaricati, io che ormai non posso più staccarmi dall’Iphone.
Già prima ero in lista d’attesa per il primo prototipo al mondo d’impianto sottocutaneo di smartphone, ora purtroppo questo rapporto raccapricciante con la saga che fa cariare i denti apre scenari ancora più inquietanti sulla mia vita sociale e la mia già discutibile sanità mentale.

Sono partita in sordina come si fa con tutte le dipendenze e ho creduto perfino di avere la situazione sotto controllo salvo poi rendermi conto di essere a cena sotto al cratere di un vulcano attivo con fiamme di lava incandescente e rossa esplodere sulla mia testa sullo sfondo di un cielo nero e tempestato di stelle in uno degli spettacoli della natura più suggestivi del creato con il solo e unico desiderio che i miei commensali venissero inghiottiti dalla sciara per rimettermi a giocare.

Bello è bello, non gli si può dire niente, è un mix perfetto fra i miei giochi preferiti di sempre, puzzle bubble, bejeweled e tetris, poi è allegro, poi non me lo so spiegare.

Sarà perché come accade per la slot machine, durante il gioco ci sono diversi momenti in cui ti sembra di avere la situazione sotto controllo anche se non è vero, saranno i colori, sarà perché è sempre più difficile, sarà la musica orientaleggiante e altamente ipnotica, sarà perché adoro scoprire nuovi trucchi, non so davvero, sta di fatto che ho deciso di smettere.
Addio Sugar Crush, addio caramelle incartate, addio irraggiungibile livello 455 (455!!!), addio maledette gelatine, addio quadratini di cioccolato, vi odio con tutte le mie forze.

La tentazione di comprare vite è sempre più forte, quella di acquistare aiuti e mosse mi leva il sonno e così, pur di non cedere alla condivisione su Facebook che significherebbe per me un’ammissione di colpa senza precedenti e la fine della fine, mi comporto come si fa con un amante che ci rifiuta: prima gioco, poi no, poi lo riprendo, poi lo guardo, poi lo riposo, poi ci faccio pace, poi all’amore, poi no, poi sì, poi…basta.

Ci provo dai, lo lascio, riduco, lo amo troppo, non rispondo più di me, non garantisco, oggi no, domani non so, mi manca già.