Quante immagini vi vengono subito alla mente se vi dico “forza di gravità”?

Beh, la prima è quella di Isaac Newton nel 1666 nella sua tenuta a Woolsthorpe, seduto sotto a un melo. Gli casca in testa un frutto ed eccoci servita la legge. Non vorrei dare un ordine cronologico né di importanza, ma ne butto lì delle altre. La Legge di Murphy, per esempio, e il paradosso della fetta di pane imburrata: “La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto”.

Penso poi a quante cose non sarebbero esistite senza quella benedetta forza di gravità: la caduta del muro di Berlino e quella di Morgan, i disastrosi voli nel canyon di Willy il coyote e tutte le monetine nella fontana di Trevi, i lanci dei bouquet ai matrimoni e la pioggerellina dorata ai festini.

Ma ce n’è una che da qualche giorno attanaglia la mia immaginazione. Una nuova immagine che si è impossessata di me e che fatico a cacciare: quella delle grandi labbra di Cameron Diaz. Nel suo ultimo libro “the body book” si scaglia contro l’epilazione totale e contro l’uso del laser nelle parti intime femminili dicendo, testuali parole: “Siamo onesti: proprio come ogni parte del corpo, nemmeno “lei” è immune alla gravità. Volete davvero restare “nude” per resto della vita?”.

Siate onesti, a me lo potete dire. E comunque, se Newton sapesse.