Le vacanze estive, soprattutto al mare, ci piacciono tanto perché, essenzialmente, sono l’apoteosi del tanto amato dagli italiani –dolce far niente-. Rimaniamo immobili, come fenicotteri rosa (in realtà sarebbe meglio dire come bradipi, ma volevo essere più poetica) sul bagnasciuga, mentre il tepore dei raggi solari riscalda le nostre stanche membra; l’acqua salina massaggia naturalmente le nostre cosce e rigenera la pelle afflitta durante tutto l’anno dallo stress e dallo smog cittadino; degustiamo centrifugati e fette di anguria fresca per eliminare le scorie e conquistare la tanto bramata pancia piatta. E così inizia la nostra meditazione di bellezza, che non potrà mai e poi mai essere interrotta, neanche dagli strilli dei bimbi che giocano con la sabbia o dall’improvvisa comparsa all’orizzonte degli abbronzati addominali di un surfista australiano. O forse sì, da questo sì.

E poi arriva settembre, che da sempre è il mese dei buoni propositi e dei nuovi inizi, e così combattiamo la malinconia autunnale grazie alle energie che (forse) abbiamo accumulato durante le settimane vacanziere. Il principale obiettivo è quello di conservare lo stato di forma fisica che abbiamo ottenuto senza alcun sforzo. Così, casualmente, in una di quelle mattine in cui ci sembra di essere dentro la pubblicità della Costa Crociere, dentro il nostro portafoglio scorgiamo la tessera dell’abbonamento mensile della palestra che avevamo fatto l’anno passato. La tessera ha solo tre ingressi, ma ovviamente non ci domandiamo il perché di una partecipazione così sporadica ma, anzi, presi dall’ottimismo e dalla voglia improvvisa di fare sport rinnoviamo l’abbonamento.

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Ed è proprio grazie a queste vicissitudini che nei primi mesi autunnali le palestre sono assalite da gruppi di signorine che, con i loro completini ginnici fluo di ultima tendenza, partecipano ai corsi dai nomi più strampalati, come il tangolates, il tone pump e la fusion fitness, mentre la sala pesi si riempie di testosterone, diventando la passerella per una sfilata di muscoli pompati e canottiere bianche bucherellate.

A parte gli scherzi, essendo la palestra uno spazio comune dove diverse specie di homo sapiens devono convivere per un paio d’ore a settimana, esistono alcune regole non scritte (ma dettate dalla buona educazione) che sarebbe meglio seguire.

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Bisogna sempre portarsi un asciugamano asciutto e pulito da appoggiare sul macchinario che s’intende utilizzare, anzitutto per una questione di igiene e poi per evitare che gli altri compari ginnici rimangano appiccicati alle panche per via dell’abbondate sudore che avete prodotto come ricordo del vostro immane sforzo fisico.

Dopo aver terminato l’esercizio i pesi vanno riposti negli appositi spazi, a meno che non vogliate essere insultati da tutti coloro che s’inciampano e battono il mignolino del piede proprio contro il disco del bilanciere che voi accidentalmente lasciaste sul pavimento.

Mentre pompate con fatica i vostri bicipiti e tricipiti è buona cosa ricordarsi di respirare, ovviamente. Tuttavia la respirazione non comprende tutta quella gamma di versi e suoni che spesso voi maschi emettete durante tutta la sessione di allenamento e, se credete di risultare così più affascinante all’occhio femminile, be’, cari miei, cambiate strategia. Ve lo dico con affetto.

Nello spogliatoio occorre rispettare gli spazi altrui e avere rispetto per tutti. Evitate di tenere lo sguardo fisso sugli altri individui presenti (soprattutto se completamente ignudi) e d’iniziare confronti imbarazzanti circa la quantità di cellulite sul sedere o il grado di tonicità del pettorale.

Non lasciate i campioncini di shampoo e i ciuffi di capelli per terra o nella doccia, perché vi assicuro che non voleranno magicamente nella spazzatura (ahimè l’esistenza della fata turchina non è stata ancora dimostrata).

E infine, mi raccomando, anzi vi supplico, non fate la pipì nella doccia.

La palestra è da sempre luogo prediletto per tutti coloro che vogliono dedicarsi alle attività del baccaglio sfrenato e dell’ammiccamento selvaggio. Capisco che l’anima gemella tanto agognata potrebbe essere proprio il vicino di spinning, ma vi assicuro che in quell’istante, mentre sbuffate come una pentola a pressione, non sarete mai al massimo della vostra sensualità. Quindi, piuttosto, cercate di incontrarlo accidentalmente al caffè lì vicino e di scambiarci due parole senza sembrare di essere prossimi a un infarto.

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