La prima volta che sentii parlare della specialità nipponica per eccellenza fu guardando una puntata di Sex and the City, quando Carrie Bradshaw e i suoi immancabili sandali tacco dodici firmati Manolo Blahnik (ovviamente) si trascinarono con nonchalance al classico appuntamento settimanale con Samantha, Miranda e Charlotte per raccontare della loro sfavillante ed eccitante vita newyorchese proprio nel ristorante giapponese di ultima tendenza.

Così la nostra migliore amica Carrie (che anche Chanel la benedica), oltre a insegnarci che indossare la gonna di tulle di quando eravamo piccole e aspiranti ballerine non è ridicolo ma assolutamente chic, ci ha anche svelato che mangiare del riso bollito con del pesce fresco e crudo non è una cosa disgustosa, ma che invece può essere davvero stuzzicante per i nostri palati abituati al risotto (al burro) e all’arrosto (al burro) della nonna. Tuttavia ne fui subito traumatizzata perché, essendo cresciuta guardando la Sirenetta Ariel, la mia mente elaborò la terribile immagine della faccia del granchio Sebastian appoggiata elegantemente su una polpettina di riso bianco (non che non mangiassi pesce ma i bastoncini del Capitan Findus non ricordavano per nulla gli allegri abitanti degli abissi della Disney). Esperienze personali a parte, esistono una serie di regole del bon ton, derivanti dalla stessa tradizione giapponese, studiate affinché gli occidentali possano degustare al meglio il sapore del sushi ed essere impeccabili anche quando sono trasportati in una cultura così lontana dalle loro abitudini.

sushi cibo giapponese

Anzitutto scordatevi di usare i classici forchetta e coltello, perché il sushi va assaporato con le bacchette di bambù da tenere appoggiate sulle dita (non impugnatele come se foste un serial killer) oppure direttamente con i polpastrelli delle dita. Ebbene sì, potete mangiare con la mani e, no, non sono impazzita. In ogni caso imparare a usare adeguatamente le bacchette non è assolutamente difficile, ma se la vostra manualità è pari a quella di Mr. Potato, esercitatevi a casa guardando un efficace tutorial su You Tube (ormai esistono tutorial per qualsiasi cosa, anche per piegare le mutande). Il sushi va mangiato in un solo boccone: questo potrebbe crearvi dei problemi di masticazione ma, mi raccomando, mai e poi mai dividete il pezzo di maki o nigiri in tanti pezzettini (sarebbe come separare l’uovo dalla pancetta negli spaghetti alla carbonara) e, piuttosto, portatevi una mano sulle labbra per evitare che i chicchi di riso finiscano addosso al vostro vicino.

sushi bacchette

Bisogna mangiare le fettine di zenzero tra un boccone e l’altro per rinfrescare il palato e le papille gustative, così da gustare al meglio ogni pezzo di pesce. Lo zenzero ha un gusto molto forte; io personalmente lo adoro, ma se non l’avete mai assaggiato la prima impressione sarà quella di avere tra i denti una scaglia di sapone di Marsiglia… in ogni caso, evitate una smorfia di disgusto e mandate giù. Spesso quello che viene servito accanto alle fettine di zenzero non è il vero Wasabi, ma della pasta di rafano colorata di verde; infatti, il vero Wasabi si ottiene da una radice chiamata Wasabia Japonica (il ravanello giapponese) assai rara fuori dai confini nipponici e molto costosa. Mescolare il finto Wasabi con la salsa di soia è solo una moda occidentale e, secondo le abitudini orientali, non va assolutamente fatto. Bisogna semplicemente versare un pochino di salsa nell’apposita ciotolina e (qui arriva la vera sfida) intingere leggermente il pezzo di sushi solo dalla parte del pesce per evitare che la polpettina di riso si distrugga e affoghi nella salsa davanti ai vostri occhi. Ogni volta rimango a fissare i poveri chicchi riso bianchi che galleggiano impotenti in quel lago marrone con lo stesso dispiacere di quando un biscotto mi cade nel tè bollente. Che tristezza.

sushi riso e pesce

Quando desiderate fare una pausa o avete terminato il vostro pasto, appoggiate la punta delle bacchette accanto al piatto o sull’apposito porta bacchette. L’asciugamano umido arrotolato che il cameriere vi porge serve esclusivamente per pulirsi le mani (quindi evitate scene alla Pretty Woman). Infine, ricordatevi che i brindisi non vanno mai rifiutati perché sono un momento fondamentale nella cultura orientale, quindi se siete astemi o la bevanda offerta non è di vostro gradimento, piuttosto che stare male, appoggiate solo le labbra al bordo del bicchiere. Un po’ come quando dovevate fingere davanti al vostro papà che a voi l’alcol in fondo non piaceva un granché.

sushi e bacchette giapponesi