La Biennale d’arte di Venezia è luogo magico, un posto che tutti dovrebbero visitare, non fosse altro per l’atmosfera che si respira, per il luogo suggestivo in cui è incastonata la mostra, per le tantissime opere uniche al mondo che sono esposte, per capire come cambia e si evolve il mondo, comprendere il significato di questi cambiamenti e provare a interiorizzarli.

biennale-01

biennale-venezia-03

Parlare alla mente degli uomini (e donne) adulti è sempre complicato, mettere da parte pregiudizi e convenzioni e provare ad analizzare senza schemi le opere esposte è un esercizio complicato e per nulla agevole. L’arte contemporanea, proprio perché non ripercorre le linee convenzionali dell’arte che siamo abituati ad ammirare sui libri, ci lascia molto spesso basiti, quasi disorientati, per nulla emozionati. Un po’ per questo ci troviamo quasi tutti d’accordo con la celebre battuta del film “Tre uomini e una gamba” quando erano tutti consapevoli che “il mio falegname con 30mila lire la faceva meglio”.

biennale di venezia installazione

È proprio per questo motivo che per visitare la mostra c’è assoluto bisogno di una guida, di una persona che conosca le opere, soprattutto il loro significato più profondo, e gli artisti che le hanno realizzate, oltre ad essere in grado di trasmettere le emozioni dell’autore a chi le guarda.

biennale-venezia-10

biennale-venezia-11

Il progetto di FILA (Fabbrica Italiana Lapis e Affini) in collaborazione con la Biennale d’arte di Venezia va proprio in questa direzione, ma con un tassello in più, ancora più importante secondo me. Si rivolge ai più piccoli, per guidarli in un meraviglioso percorso ludico-educativo e iniziarli all’arte, coinvolgerli e renderli protagonisti di un viaggio unico e irripetibile. Per insegnar loro, soprattutto, fin dalla più tenera età a provare ad andare oltre, senza fermarsi alle apparenze.

biennale di venezia progetto fila

Una sinergia di volontà e intenti che pone al centro il mondo dei giovani e la loro crescita in armonia con l’arte. E così, a partire dalle opere raccolte in “All the World’s Futures” e grazie al curatore dell’Esposizione, Okwui Enwezor, s’inserisce l’accurato e impeccabile lavoro dello staff pedagogico del settore Educational della Biennale.

biennale di venezia laboratori

Tutto questo si traduce in laboratori tematici pratico-creativi, ovvero nel linguaggio che, grazie a un coinvolgimento tattile e attivo, riesca a giungere ai più piccoli in maniera diretta e immediata: un percorso di riflessione sulle opere visionate che trova forma nel gesto artistico compiuto dai bambini in prima persona.

biennale di venezia per bambini

I laboratori che accolgono i bambini più piccoli, quelli delle scuole dell’infanzia e primarie (primo e secondo ciclo) e quelli secondarie di I grado, seguono tre filoni differenti e ognuno pone al centro alcune delle opere ammirate durante la mostra. Saranno i ragazzi, secondo la loro immaginazione, a raccontare il finale della storia, un esercizio creativo davvero molto interessante.

Foto Andrea Avezzù
Courtesy la Biennale di Venezia