Quando ero piccola per le vacanze di Natale andavamo sempre ad Avellino, la città d’origine della mia famiglia, dove festeggiavamo con tutti i parenti.
Di solito tornavamo a casa il 4-5 gennaio, e quando arrivavamo c’era sempre qualcosa di magico a casa: Babbo Natale era stato da noi.
Aveva mangiato i biscotti che gli avevamo lasciato, senza caffelatte perché in quindici giorni sarebbe diventato freddo. E aveva portato un sacco di regali, tutti quelli che io e mia sorella avevamo chiesto, o quasi.

Per me, che durante le vacanze ero fuori città, quello di Babbo Natale era un dogma indiscusso, e a tutti quelli che mi dicevano che invece non esisteva io rispondevo “Scusate ma come è possibile che i miei genitori mettano i regali sotto l’albero se noi siamo a 900 km di distanza da casa?”.
Questo fino all’età di 10 anni. Sì, è scandaloso. No, non me ne vergogno perché credere in Babbo Natale è una delle cose più meravigliose in assoluto.

Poi, un giorno, quando stava per giungere il momento di andare a scuola guida, e io ancora credevo a questa storia, i miei genitori si resero conto che era giunto il momento di raccontarmi la verità. Mi dissero che appena tornati da Avellino, mentre io, mamma e sorella iniziavamo a scaricare la macchina nel garage, papà correva su a mettere tutte le cose sotto l’albero e a sgranocchiare qualche biscotto.

Questa rivelazione mi è costata 5 anni di sedute.

Niente quindi Babbo Natale non esiste. Ok. Va bene. Babbo Natale non esiste. Babbo Natale non esiste.

Ma, ne siamo proprio sicuri? In fondo chi è questo signore? Babbo Natale è un uomo vestito di rosso, con la barba bianca che esaudisce i desideri dei piccoli. Se ne va in giro su una slitta, con degli aiutanti, perché da solo è troppo sbatti, a donare ciò che i bambini hanno chiesto nella loro letterina.
Per i bimbi Babbo Natale è la magia della realizzazione di un sogno, qualcuno che, di nascosto, senza far rumore, senza farsi sentire, riesce a realizzare i loro desideri, a farli contenti.

Quindi ora lo ripeto: siamo proprio sicuri che Babbo Natale non esiste?

Io non penso.

Babbo Natale è una sorella che ogni anno ti fa dai 7 ai 37 regali, perché ogni volta ne trova uno migliore di quello acquistato precedentemente, e allora alla fine per farti contenta li prende tutti.

Babbo Natale è un marito che tutte le mattine porta fuori il cane per non costringere te, che già ti alzi presto, ad alzarti ancora prima.

Babbo Natale è un marito che tutte le sere, mentre tu dormi sul divano dalle ore 9, porta fuori il cane perché non vuole lasciarti uscire da sola col buio.

Babbo Natale è una madre che rinuncia a un cambio di casa desiderato da una vita per regalare a te quella dei tuoi sogni.

Babbo Natale è un padre che, fin da quando hai memoria, ti ha scarrozzato in giro per feste, palestre, discoteche a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Babbo Natale sono le tue amiche, quelle che hai smesso di chiamare amiche e chiami sorelle.

Babbo Natale è il tuo cane che, ogni volta che torni a casa, ti fa le feste come se non ti vedesse da 13 ore, in realtà sono passati 15 minuti.

Babbo Natale sono i medici di Emergency che lavorano in Sierra Leone, rischiando ogni giorno un contagio di Ebola.

Babbo Natale è il Papa che dice no al tariffario dei sacramenti e che non vede gli omosessuali come dei malati.

Babbo Natale sono tutti i ragazzi con cui lavoro a scuola, perché ogni giorno mi regalano un sorriso e una soddisfazione nuova.

Babbo Natale è chiunque renda la tua vita migliore per un secondo o per anni.

Ognuno di noi dovrebbe scegliere di essere un po’ il Babbo Natale di chi gli sta intorno.