Non ho mai amato l’autunno, mi ha sempre fatta sentire stanca, come se tutte le energie che ti regala l’estate, il profumo del sale sulla pelle, la luce fino a tardi, si affievolissero e lasciassero spazio solo a cieli grigi, giornate che si accorciano, quel freddo alle dita dei piedi quando ti svegli ed esci dal letto.

Poi ho iniziato a rivalutare tutto, ad avere una casa mia, a riempirla di calore, di amici, di amore. Ad avere una famiglia mia. E qualcosa è cambiato.

Leggere l’articolo della mia collega Marta, L’autunno e la marmellata di mele e cotogne, mi ha fatto sentire a casa.

Perché per me l’autunno ha il profumo di una zuppa che cuoce per ore, mentre aspetto che mio marito ritorni a casa e lavoro sul tavolo in legno della cucina che tanto ho desiderato.

L’autunno è una candela in mezzo a un tavolo imbandito che aspetta solo l’arrivo di tanti amici e la casa che si anima di storie e racconti, di sogni e desideri.

L’autunno è tutto che ricomincia, la ricerca di nuovi clienti, la prospettiva di collaborazioni interessanti, la voglia di fare, ma di fare per se stessi, per essere felici.

L’autunno per me è la voglia di tornare in piscina, la mattina, quando tutto è ancora silenzioso, le mail non hanno ancora iniziato ad arrivare, e il vapore dell’acqua calda ti lascia le gote rosse.

L’autunno per me è fare colazione con calma, a volte pigramente a letto, svegliarsi un po’ prima magari, ma poter leggere un capitolo di un libro su Parigi, che mi fa sognare nuovi viaggi e nuove avventure.

L’autunno per me è una canzone di Ella Fitzgerald che suona mentre lavoro ed è il solo modo per rilassarmi quando sono agitata.

L’autunno è curare nei minimi dettagli la propria casa, darle un profumo che riconosceresti lontano un chilometro, sentirla proprio tua.

L’autunno è la tazza di tè del pomeriggio e i milioni di biscotti da tuffare, che tanto sicuramente è l’ultima volta, lo giuro.

L’autunno per me è capire che ho tanti, tanti limiti, tante cose da risolvere, tanti dubbi, su me stessa in primo luogo, ma che non importa. Che risolverò tutto, piano piano e vada come vada, che ci sarà sempre qualcuno che mi aspetta a casa, qualcuno che mi sta vicino quando ho paura, qualcuno che risponderà al telefono quando avrò bisogno di ridere. Che in fondo la fortuna più grande è ritrovarsi sempre tutti insieme, intorno a quel tavolo, con la candela accesa e un piatto fumante.

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