Nell’aria si respira profumo di corteccia e di foglie bagnate, mentre una brezza fresca riempie i polmoni e scende lungo la schiena, provocando di nuovo quei brividi che tanto agognavi quando l’afa di agosto era tanta, ma proprio tanta. I bambini corrono spensierati per i viali alberati cercando la foglia dal colore più bello, perché la maestra gli ha promesso che faranno un lavoretto sull’autunno dopo la lezione di matematica. E’ tornata la pioggerellina mattutina, quella che picchietta contro i vetri della mansarda, coccolandoti nel sonno e ricordandoti che è ora di tirar fuori dall’armadio l’amato trench e gli stivali di gomma (o forse no, quelli è meglio lasciarli nella scarpiera).

sera d'autunno

Ti desti intontita all’alba e non c’è il cielo azzurro con un caldo Sole ad accoglierti, ma dei nuvoloni grigi che si specchiano nelle pozzanghere in strada, dando così il benvenuto alla stagione delle giornate uggiose. E tu sei felice, sì. Perché ogni tanto è bello essere circondati da questa malinconia. Malinconia che probabilmente molto presto ti stuferà e che odierai, ma per ora t’interessa solo prendere dall’armadio la coperta calda di lana fatta dalla nonna, sorseggiare un tè nero bollente e riscoprire quella favolosa dipendenza dalle serie televisive della Netflix (eh sì, addio vita sociale).

Puoi andare a correre al parco e non essere zuppa di sudore dopo un minuto di fatica, come quando cerchi di entrare nei pantaloni di pelle nera taglia 40, per poi decidere immediatamente dopo che sia i pantaloni di pelle sia la taglia 40 non fanno al caso tuo. Corri sotto la pioggia con le gambe ancora scoperte anche se tutti ti considerano folle, ma in realtà sono loro a non comprendere che correre sotto la pioggia è bellissimo. E poi con il freddo le gambe e il sedere si rassodano ancora di più (o almeno così dicono).

autunno 02

autunno 03
Le prime caldarroste che con il loro profumo inebriano le vie del centro città. La zucca in ogni sua forma, da degustare in tutte le declinazioni possibili per poi tornare a cucinare una bella vellutata con il rosmarino, la tua preferita. Il risotto con i porcini o la polenta con lo spezzatino di cinghiale, perché oramai la stagione dei pomodori sta finendo e le insalatone estive ti hanno davvero sfinito.

La marmellata di mele cotogne e noci, da spalmare sul pane tostato in quelle mattine in cui ti svegli con le paturnie e con il segno del cuscino tra i capelli; quando non hai alcuna voglia di varcare la porta di casa perché fuori piove e la sera prima dimenticasti il bucato steso fuori, sul balcone. Così fai un bel respiro, bevi un caffè lungo e ti prepari per smuovere ancora una volta le montagne.

La ricetta

Ingredienti:
• Un chilo di mele cotogne
• 400 grammi di zucchero semolato o, se preferite, di canna
• Quindici noci (ma anche venti se vi piacciono tanto)
• La scorza di mezzo limone

mele

Lavate le mele con cura e tagliatele a pezzettini, scartando il torsolo e le parti bacate. Le mele cotogne sono molto dure, quindi fate attenzione ed evitate di affettarvi un dito. A me è successo più volte, ma non faccio testo perché sono po’ goffa. Sgusciate le noci e sbriciolatele in una tazza (nel mentre non mangiatene troppe). Mettete le mele a pezzetti in una pentola capiente. Aggiungete le noci sbriciolate, lo zucchero e la scorza di limone (grattugiata o tagliata a listarelle). Mescolate con cura evitando di spargere gli ingredienti per tutta la cucina. Fate cuocere il tutto a fuoco lento, fino a quando le mele cambieranno colore e acquisteranno una consistenza marmellatosa (più o meno ci vorrà un’ora). Una volta pronta, quando è ancora bollente, riponetela nei barattoli. Avvitateli con tutta la forza che avete in corpo e metteteli a testa in giù. Quando si saranno raffreddati girateli, così da creare il sottovuoto per la conservazione.

Un’altra opzione è mangiarla a cucchiaiate, una dietro l’altra, fino a toccare il fondo del pentolone.

marmellata