Citazione dotta per cominciare, anche se quest’anno vale un po’ meno, almeno per me. Mi sento carica. Dopo aver scoperto che il mio non è esaurimento, ma un risveglio spirituale, come dice Brene Brown in un TED illuminante, sono pronta quasi a tutto, anche a essere felice.

Ecco cosa salvo delle mie feste natalizie:

a. discussione con mio figlio di due anni sulle balene e su cosa mangino. Io dico “krill”, visto che anche lui lo sa, appassionato com’è di Nemo. Per tutta risposta mi dice: “mamma, autokrill”.

b. mio padre portato alla cena della vigilia controvoglia nel ristorante di mio fratello e, dopo un’ora circa, quando gli chiediamo “papà sei stanco?”, lui ribatte lapidario “no, sono stufo”. Ha quasi novant’anni. Ne ha tutto il diritto.

c. Vacanze alle 2 Alpes con una coppia di nuovi amici per Capodanno. Lei in un locale sente una canzone, è “losing my religion” e dice “ma questi sono i R.E.M Hot Chili Peppers?” Forse stava scherzando. Forse.

d. Aver partecipato ad “Andare oltre si può” con una canzone scritta da me e musicata e cantata da mio marito. Non siamo Mogol/Battisti, ma per essere un’opera prima ne siamo fieri.

e. Regalo che un’amica mi racconta di aver fatto a suo cognato: un paio di calzini abbinati al colore dei preservativi. Geniale. L’idea dell’anno con la quale cercherò di arricchirmi. Non affannatevi, l’ho già registrata. Peccato solo che il punto 8 di Girola non avrà più senso di esistere.

E voi?