Il mio amore sconfinato per il calcio è nato in tempi non sospetti.

Quando mi sedevo in braccio a papà e lui mi insegnava a dire tutti i nomi dei suoi calciatori preferiti (Jean Pierre Papin, ti ho odiato tantissimo, non potevi chiamarti Mario Rossi)?!?

Ho precisato “in tempi non sospetti” perché non vorrei mai che leggendo questo post vi venisse voglia di fraintendere.

E pensare: “Oh, questa ha la passione del calcio perché vuole rimorchiare di più”.

No.

Uno perché a tre anni l’unico rimorchio che conosci è quello del Lego.

Due perché le passioni con un secondo fine mica sono passioni.

Tre perché, se arrivate fino in fondo, scoprirete che non rimorchio di più manco per niente.

Quindi no.

Checché ne pensino le mie amiche non amanti dello sport nazionale.

Però, per onestà intellettuale, completo l’informazione.

Non sono appassionata di calcio perché voglio rimorchiare di più.

Però, superati i tre anni, ho spesso pensato che, già che mi era capitata casualmente in dote una passione prevalentemente maschile, allora qualche beneficio con l’altro sesso l’avrei pure potuto ottenere.

Cioè, mi sembra normale, no?

Aspettativa errata.

Una donna che ama il calcio non rimorchia più delle altre.

E in 6 motivi provo a spiegarvi perché.

 

1. Gli uomini non ti prendono sul serio

Non che io abbia bisogno di legittimazione per la mia passione da parte dei maschi, eh.

Perché tanto ce l’ho uguale.

Però in quelle sere in cui, davanti a una birra, oso fare un commento tecnico-tattico sulla tal squadra o il tal giocatore, lo sguardo che ricevo in cambio è sempre lo stesso. E dice:

“Ma stai scherzando? Ma veramente vuoi parlare di calcio? Ma guarda che il calcio è uno sport, non è mica lo spot di Dolce e Gabbana coi calciatori in mutande, eh”?

Sei l’inesperta che tenta di fingersi esperta, secondo loro.

E hai il sex appeal di Ciccio Graziani, per intenderci.

 

2. Gli uomini ti vedono come un amico

Mettiamo pure che si superi lo scoglio: “sei l’inesperta che tenta di fingersi esperta” (cosa che avviene molto raramente, comunque) ecco che ci si schianterà contro uno scoglio ben più ingombrante.

“Allora sei un maschio, bella lì”. Nel senso che, una volta capito che c’è del genuino interesse per formazioni, esoneri e classifiche marcatori, allora diventi ufficialmente il compagno di bevute (e pure di rutto libero, nel caso).

Calcio, fantacalcio e tutto il resto appresso. Si parlerà solo di quello. E con solo, intendo proprio solo.

 

3. Gli uomini ti vedono come un’amica

No, non è un refuso. E non mi sono rincoglionita.

C’è differenza con il punto precedente.

Perché se ti vedono come un amico vieni spogliata (solo metaforicamente, cazzarola) della tua identità di genere. Diventi maschio, punto e basta.

Ma, nel malaugurato caso in cui la tua identità di genere sia molto ben radicata e tu non sia una specie di ultrà che bestemmia e dice cornuto all’arbitro (così, per buttare lì un cliché) e continui ad avere altri interessi tra cui i tacchi alti e il genere maschile nella sua globalità, allora lo scenario cambia.

Diventi l’amica. Perché sei donna (vedi i motivi di cui sopra) ma sei una donna atipica. Una di quelle che non si rompe le palle a parlare del fuorigioco. Una di quelle che sa che il portiere dell’Udinese si chiama Scuffet ma non è francese. E le donne atipiche, spesso, si inseriscono meglio nella casella “amica” (poi in un altro post magari vi spiego meglio perché).

 

4. Agli uomini piace il gioco delle parti

(Diciamo quasi a tutti, dai). Della serie che pare che il loro peggior incubo sia la donna che chiede loro di uscire a cena proprio il sabato sera in cui c’è la finale di Champions League.

E invece poi si scopre che il loro peggior incubo è la donna che chiede loro di guardare la finale di Champions League insieme sul divano stretti stretti.

Alla maggior parte degli uomini piace avere una fidanzata che odia il calcio.

E’ la garanzia per discussioni sicure, veloci e che permettono loro di sfogarsi.

E di avere sempre ragione. “Daaai, lo sai che voglio vedere la partita, perché dobbiamo uscire proprio stasera”!

Il gioco delle parti tiene in piedi la relazione, è un dato di fatto.

 

5. Gli uomini amano condividere il calcio tra di loro

Non solo, ma soprattutto.

E’ la loro ora d’aria.

L’ultimo baluardo della loro virile indipendenza.

Quella sfera delle loro vite in cui le donne, solitamente (e fortunatamente) non vogliono entrare.

E quando tu dici a voce alta: “Uh, anche io voglio vedere la partita stasera. La guardiamo insieme”?, le loro facce dicono questo: “Ma perché? Perché? Perché non ti vien voglia di guardare Masterchef come a tutte quante le tue amiche? Perché non vai da tua sorella a metterti lo smalto”?

Gli uomini amano condividere il calcio solo con altri uomini, questa è una verità inconfutabile.

 

6. Il fuorigioco non è un preliminare che funziona

Se si vuole arrivare ai supplementari, intendo (così, per restare in questa becera metafora calcistica).

Voglio dire, in quale perverso universo parallelo una frase tipo: “Oh, quel gol del Chievo era buono, come ha fatto quel pirla a fischiare fuorigioco” potrebbe mai diventare l’anticamera per spostarsi nella camera da letto??

Nessuno, ve lo dico io.

Possibilità di rimorchio nulle. Al pari di quelle di Buffon di nascondere che mette le corna alla Seredova con la D’Amico.

 

(Ho il sospetto che papà sapesse benissimo che non avrei rimorchiato di più.

Ma è solo un sospetto, eh).