Premessa: sto per sposare un ex rugbysta quindi gioco in casa, ma consiglio a tutti di guardarsi almeno una partita di questo sport e, perché no, del Sei Nazioni, che inizia proprio oggi.

Torneo in cui i nostri italiani debutteranno oggi alle ore 15.25 contro la Francia.

Come disse Oscar Wilde, 
Il calcio è uno sport da gentlemen giocato da bruti e il rugby uno sport da bruti giocato da gentlemen”. 

Il rugby nasce nel 1845 quando, durante una partita di calcio, lo studente William Webb Ellis anziché calciare la palla la prese in mano e corse verso la linea di fondo campo. Geniale!

Definirlo solo sport è decisamente riduttivo perché il rugby è l’insieme di disciplina, sportività, fatica e forza fisica, ma soprattutto onore dentro e fuori dal campo.

Quali sono gli elementi che lo rendono davvero così speciale?

A mio parere il primo è proprio l’idea di squadra, un team di 15 giocatori,“tutti per uno, uno per tutti”, ognuno con il suo ruolo, le sue regole da rispettare, un solo obiettivo: fare meta.

L’onore, che si sostanzia in un regolamento da osservare e che, forse unico tra gli sport nel suo genere, tutti rispettano. Per esempio, un elemento che contraddistingue il rugby è che i giocatori non si lamentano con l’arbitro, non protestano, e accettano qualsiasi decisione venga presa.

Lo spirito di appartenenza, proprio quello che si vede durante il Six Nations, il più importante torneo di Rugby a livello europeo, rende fieri sia i giocatori in campo sia i tifosi sugli spalti, accomunandoli in un’unica grande emozione che solo la palla ovale ti sa dare.

Altro elemento è l’impegno civile. L’esempio più rappresentativo è il Sudafrica, paese in cui il rugby viene praticato da sempre, e nazione che è stata esclusa dalle competizioni fino al 1992 a causa del regime dell’apartheid.

Poi nel 1995 la svolta. Infatti viene ricordato come l’anno in cui viene organizzata la Terza Coppa del Mondo, un evento sociale e di fama internazionale, al punto da raccontarlo nel meraviglioso e pluripremiato film Invictus del 2009: regia di Clint Eastwood, con Morgan Freeman nel ruolo di Nelson Mandela e Matt Damon in quello di François Pienaar, capitano bianco della nazionale sudafricana. 

Altro elemento fondamentale è il terzo tempo, la fase più goliardica. Al termine degli 80 minuti di gara arriva il momento di festeggiare tutti assieme: i giocatori delle due squadre, insieme a parenti e tifosi, si ritrovano davanti a un panino e un boccale di birra per concludere la giornata.

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