Il Natale quando arriva arriva. Questo è un dato di fatto. Uscendo dall’ufficio, ci si butta nel traffico cittadino rincorrendo l’ultimo esemplare di giocattolo o correndo da un capo all’altro della città per non dover essere costretti a suicidarsi in un Centro Commerciale nel weekend.

Ma per fortuna è Natale, e se qualcuno avesse ancora dei dubbi, il miglior termometro per averne la conferma è fare la spunta dei dieci film che, senza alcuna ombra di dubbio, le televisioni nazionali trasmetteranno nel periodo che va dall’8 dicembre al 6 gennaio.

Eh sì, perché Natale non vuol dire 25 dicembre, almeno televisivamente parlando. I palinsesti garantiscono che voi abbiate qualcosa da guardare quando, stravaccati in poltrona, dopo un pranzo di quindici portate, solleverete stancamente il pollice per accendere quella diabolica scatola che, ormai, causa schermo piatto, scatola non è più.

E quindi, senza ordine di preferenza, vai con l’elenco:

1) IL GRINCH. Noi europei siamo riusciti a fare nostra una storia che di europeo non ha nulla. Eppure, questo personaggio uscito dai fumetti di Dr. Seuss, e magistralmente interpretato da Jim Carrey, ci apre il cuore ogni volta che lo vediamo esplodere a lui.

2) MAMMA HO PERSO L’AEREO. Chissenefrega se adesso Macaulay Culkin vive una vita in bilico tra droga, alcool e depressione. Il modo in cui riesce a tenere testa ai due ladri sfigati rimane una pietra miliare di Hollywood.

3) UNA POLTRONA PER DUE. La risata di Eddie Murphy, Dan Aykroyd che addenta il salmone, le tette di Jamie Lee Curtis, lo sguardo innamorato del gorilla, la voglia di comprare in Borsa le Canistracci Oil per andare a vivere su un’isola deserta.

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4) WILLY WONKA E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO, versione 1971, perché quella di Tim Burton è bella, ma meno poetica. E poi, se oggi impazziamo per i Minions, lo dobbiamo agli Oompa Loompa.

5) BABBO BASTARDO. Di tutti i film di Natale è l’unico da non far guardare ai bambini. Ma un Babbo Natale che fuma, beve, corre dietro alle donne e tratta male i bambini è uno spettacolo a cui non si può rinunciare.

Babbo Bastardo

6) JACK FROST. Questo film è tristissimo, ma arriva puntuale come la renna Rudolph. Ci consola il fatto che, per la maggior parte del film, non si vede la faccia di Michael Keaton (a proposito, una volta l’ho incontrato e vi assicuro che è un tappo!).

7) THE FAMILY MAN. A proposito di attori monoespressione, Nicolas Cage è talmente inespressivo quanto irrimediabilmente affascinante. Adoro tutti i suoi film e questa favola dello Yuppie che si ritrova a vendere copertoni, indossando un maglione a quadrettoni, fa scattare a tutti la voglia di poter dare un’occhiatina alla propria vita. Se non si fosse preso quel dannato aereo…

THE GROUNDHOG DAY

8) THE GROUNDHOG DAY – RICOMINCIO DA CAPO, meglio conosciuto come “il-film-di-quello-che-rivive-lo-stesso-giorno-ogni-giorno-ma-poi-finisce-bene”. Bill Murray incontenibile. Se potete, guardatelo in lingua originale.

9) SERENDIPITY. Povero John Cusack, costretto a ritrovare la donna dei suoi sogni, inseguendo una stupida banconota. Oggi basterebbe la geolocalizzazione. Ma la neve che scende sulla pista di pattinaggio è quanto di più romantico una donna possa desiderare, seduta sul divano, davanti alla Tv, con la coperta della nonna sui piedi e una tazza di cioccolata bollente fra le mani.

10) LA VITA E’ MERAVIGLIOSA. Last but not least, il film che unisce tutte le generazioni. Perché a tutti è capitato di vederlo da bambini, ai nostri padri come ai nostri figli. E la storia del campanellino che porta le ali ad un angelo è solo la scusa per far digerire a tutti che ognuno di noi, almeno una volta, fa qualcosa di importante e fondamentale per il prossimo.