Con gli anni sono diventata più tollerante. La chiamano maturità, quelli che parlano bene.
Succede che non hai più voglia di incazzarti per tutte le robe che sconosciuti/semiconosciuti/amici ti dicono riguardo alla tua situazione sentimentale.
O che magari ne avresti pure voglia, ma ti mancano le energie per farlo (vedi alla voce: maturità è pure sinonimo di anzianità).
E succede che, dopo anni di onorata carriera da singola in un mondo di accoppiati (singola a tempi alterni, chiaro, ché la vita ascetica la lasciamo a qualcun altro), ti vengano le spalle larghe come quelle di Federica Pellegrini. E certe cose che ti dicono, manco le senti più. Succede.
Perché con gli anni sono diventata più tollerante.
Più tollerante. Non tollerante del tutto.
Ché io l’altra guancia la porgo solo per ricevere un bacio in più.
Mica per farmi dare un altro schiaffo.
E allora succede che alcune cose che ti dicono questi sconosciuti/semiconosciuti/amici riguardo alla tua situazione sentimentale (o non sentimentale) ti facciano girare le balle.
Non in modo grave e irrecuperabile, eh.
Ti fanno girare le balle e basta.
Come l’etichetta della maglietta che ti sfrega sul fianco per tutto il giorno.
Ora, è chiaro che il livello di fastidio di tale etichetta che sfrega dipende certamente dal grado di affezione che hai sviluppato per la maglietta in questione.
E che quindi, per uscire velocemente dalla metafora fashion mal riuscita, il livello di giramento di balle dipende certamente dal grado di affezione che hai sviluppato nei confronti della persona che te lo dice.
Chiaro.
Amica del cuore che ti dice una scemata batte sconosciuto al bar che ti dice una scemata. Siamo tutti d’accordo.
Ma questa sana e intelligente distinzione tra gli interlocutori, in quanto processo razionale e maturo, avviene, solitamente, due minuti dopo.
E in quei due minuti prima tu sei solo la singola in un mondo di accoppiati a cui è stata detta una scemata.

1. Hai troppa personalità, spaventi gli uomini
La madre di tutte le scemate.
Perché parte dal presupposto che gli uomini siano tutti cretini.
E che le donne accoppiate siano tutte idiote.
Non è vero.
La personalità non si misura in quantità.
Si misura in curiosità.
In quanta voglia hai di conoscermi.

2. Hai delle aspettative troppo alte
Sta roba delle dimensioni vi ha dato alla testa.
E io posso pure ammettere, in uno slancio di immotivata onestà, di essere una che dalle persone si aspetta (molte) cose, per carità.
Ma chi decide che ‘ste cose che mi aspetto sono troppe?
O troppo grandi?
La metà delle mie amiche è molto innamorata, e felice.
L’altra metà è solo molto fidanzata.
Mi piace prendere spunto dalla prima metà, per il momento.

3. Vedrai che troverai anche tu la persona giusta
Pronunciata così, a ogni occasione utile.
Con pacca sulla spalla, nei casi in cui la tua situazione pare più critica del solito.
Di solito chi te lo dice non esce con qualcuno che non sia il proprio fidanzato da almeno cinque anni.
Di solito non ci crede manco un po’, quando te lo dice.

4. Troverai la persona giusta quando meno te lo aspetti
Nella versione combo con la frase precedente.
O anche da sola, dipende dalla linea editoriale.
Negli anni ho capito che questa è una cagata.
Perché le robe più belle io me le sono sempre un po’ presa.
E perché dire a qualcuno: “Devi smettere di aspettare e lasciare che le cose capitino” per me è equivale a dire a qualcuno molto timido: “Sii spontaneo”.
Una cagata, per l’appunto.

5. Quando trovi la persona giusta te ne accorgi subito
Ora, in linea teorica, questo posso pure classificarlo come un bel pensiero romantico, eh.
E pure verosimile, dai.
Ma tutta st’ansia di giustizia che vi assale, ma cosa ve ne frega, dico io?
Al momento la mia idea di giustizia è molto parziale.
Mi pare giusto accompagnarmi con persone di cui ho voglia.
Senza accorgermene.

6. Conti di averlo un fidanzato, prima o poi?
Ma che domanda è?
Se non sei mia nonna, che comunque è legittimata ad avere un po’ di preoccupazione per la mia precaria situazione sentimentale, non vedo proprio quale sia il punto.
Voglio dire, io posso pure contarci, ma deve contarci pure quell’altro.
Ché un fidanzato non è mica un paio di scarpe.
E sì, per la cronaca, io conto di avere un paio di Louboutin, prima o poi.

7. A te il fidanzato bisogna farlo su misura
Segue: “Hai delle aspettative troppo alte”.
Ma con una sfumatura in più.
“Ti pensi meglio degli altri e così è ovvio che non ti vada mai bene nessuno”.
Io l’ho detto, prima, che sta roba delle misure vi dev’essere sfuggita di mano.
Perché non uso nessun metro, per misurare niente (niente, giuro, proprio niente).
E mi sono “andate bene” persone che avrei fatto meglio a mettere nella casella “andate a male”. La questione si può sintetizzare così.
Se posso scegliere, scelgo.

8. Meno male che ci sei tu, che mi fai divertire con le tue storie strane
Ma figurati, sono bel lieta di movimentare le tue giornate di donna accoppiata con i miei racconti di donna scoppiata.
È il sogno della mia vita essere il tuo saltimbanco personale.
Passi pure l’aggettivo “strane” riferito alle mie storie.
Ché sì, alcune davvero sono ai limiti del grottesco.
E passi pure se l’aggettivo “strane” lo pronuncia la tua amichetta di gioie e dolori.
Quella che dopo che si è fatta una risata sta pure due ore a sviscerare con te l’argomento.
Ma lo sguardo che dice: “Sei un animale esotico, mi fai ridere, e davvero non capisco come tu faccia a infilarti sempre in storie malate”, quello no.
Non si sostiene.

9. Ti stai impegnando a sufficienza per trovarti un fidanzato?
Questi, chiaramente, sono della fazione opposta a quelli: “Troverai la persona giusta quando meno te lo aspetti”.
Sono gli stacanovisti dell’amore.
Quelli che se non esci tutte le sere, se non ti sbronzi, se non bazzichi siti d’incontri, se non ti metti giù da gara tutte le sere in cui esci, se non fai la gattamorta con qualsiasi esemplare di maschio vivente in circolazione, ecco, allora non ti stai impegnando per risolvere il tuo dramma.
Per la cronaca, la mia condizione non è affatto drammatica.
E continuo a procacciarmi intrallazzi in autonomia, con discreti risultati.
Ma per me il fidanzato (o la sua ricerca) non è un lavoro.
E allora sì, secondo i vostri parametri, non mi sto impegnando abbastanza.

10. Un po’ ti invidio, beata te che sei single
Che in sé per sé, boh, non è una frase così irritante.
Ma diciamo che può diventarlo.
Detta da chi è stato single un quarto d’ora in tutta la sua vita.
O da chi risponde a una domanda al singolare sempre con un “noi”.
O da chi ti invita ad uscire solo quando il fidanzato esce con gli amici.
O da chi, in realtà, non ti invidia manco un po’.
E pensa che dicendoti di invidiarti renderà più sopportabile il tuo status.
Di donna singola in un mondo di accoppiati.

Gente, davvero, non vi preoccupate per noi.
Fidanzato a parte, non ci manca niente.